Coordinatore: dott.ssa Maria Vittoria Bossolasco, biologa, psicologa e psicoterapeuta
Dal secondo dopoguerra c’è stato un cambiamento radicale a livello sociale nel rapportarsi con la morte che, diventata tabù, viene negata e rimossa dai nostri pensieri.
È possibile, con adeguate modalità cognitive ed emotive, riemergere dall’abisso della disperazione derivante da perdite reali o simboliche, così che la morte, più che la cessazione della vita, diventi un compimento del suo significato.
- Inno alla vita: ricominciare oltre la perdita
- Il tabù della morte in Occidente
- I riti funebri nelle diverse culture del mondo
- L’elaborazione della perdita
- Attaccamento e relazioni, la perdita dei genitori
- Il dolore senza nome: la morte di un figlio
- La perdita degli affetti e la fine di un amore
- La morte di un amico. Uomini e animali in lutto
- Le perdite identitarie e di status: la perdita del lavoro, il pensionamento, la perdita degli ideali, il fallimento di un progetto
- Le perdite che accompagnano le fasi della vita: l’adolescenza, l’invecchiamento, il trasloco e la migrazione, la diagnosi di una malattia inguaribile.
- Il lutto nell’arte, nella filosofia e al tempo dei social
- Ricominciare, tra memoria e speranza